Storia dell'Arte Contemporanea 1

Corso generale va dalla Rivoluzione Francese alla Rivoluzione Surrealista tra razionalità e inconscio, storia e filosofia. La parte generale del corso è dedicata al periodo compreso tra il Neoclassicismo e il Surrealismo, con particolare attenzione alla relazione tra la storia della filosofia e la storia dell'arte.

Il corso monografico è dedicato alla questione dello stile così come si configura all'interno di un possibile dialogo tra la storia dell'arte, la filosofia e le recenti ricerche dei visual studies. Non è un caso d'altronde, se la disciplina che si insegna nelle Accademie di Belle Arti sia definita nelle declaratorie ministeriali con la titolarità di Stile, storia dell'arte e del costume. Le problematiche relative all'arte proposte da Kant e Hegel, dalla filosofia analitica e dai visual studies possono suggerire riflessioni importanti ai fini della discussione attorno allo stile soprattutto in un periodo storico compreso tra il Romanticismo e il Surrealismo, in cui l'arte cambia profondamente la propria natura.

Le idee di Immanuel Kant esposte nella Critica della ragion pura e in particolar modo nella parte dedicata all' Estetica trascendentale, stimolano una interpretazione della storia dell’arte influenzata da una solida teoria degli stili, fondata sul principio che ogni epoca determina una percezione del mondo secondo una organizzazione delle forme a priori dello spazio. In questo caso lo stile si identifica di volta in volta in una forma a predominanza lineare o tattile, secondo le teorie di Alois Riegl e Heinrich Wolfflin.

Le analisi di Friedrich Hegel, invece, contenute nella Fenomenologia dello spirito e nell' Estetica, suggeriscono l'idea che l'arte ha dovuto compiere un percorso nella storia per conoscere la propria essenza, identificandosi di volta in volta con una figura stilistica, come in una sorta di Bildungsroman.

I filosofi analitici Arthur Danto e James Carney hanno tentato una definizione dell' arte ricorrendo con modalità differenti al concetto allo stile. 

Infine, i visual studies mettono in correlazione discipline diverse per cogliere possibili aree comuni relative agli oggetti visivi. Si tratta di un campo di studi transdisciplinare, che coinvolge la storia dell’arte, l’estetica, la psicologia, l’antropologia, la semiotica, la storia del cinema e del video, la mediologia, le neuroscienze e altre discipline, al fine di evidenziare nuovi percorsi di ricerca e potenziali metodologie dirette alla interpretazione dell'immagine, in ogni accezione.

prof. Simongini


1900-1930: dalle Avanguardie Storiche al Ritorno all’ordine: aperture, fratture e ricomposizioni dei linguaggi dell’arte 

Il corso è destinato agli studenti che daranno il loro primo esame di storia dell’arte  contemporanea. Verranno trattati la nascita, lo sviluppo e la crisi delle Avanguardie storiche del Novecento, fino al cosiddetto “Ritorno all’ordine”, che segnerà l’arte degli anni Trenta.

Saranno indagate le problematiche legate all’utilizzo, nella ricerca visiva di quegli stessi anni, di media extrapittorici e di dati di realtà (come accade ad esempio nei collage cubo-futuristi, quanto nel dadaismo), allo sconfinamento delle pratiche artistiche nella fotografia, nel cinema, nella radio, nella letteratura, nella musica e nel teatro, fino all’inclusione del nascente universo tipografico e pubblicitario (con particolare riferimento alle avanguardie multimediali come il Futurismo e il Surrealismo). Ci si soffermerà poi sulla crisi del concetto di avanguardia e sul “ripensamento” che tocca differenti artisti tra gli anni Venti e Trenta: sul ritorno ad una pratica artistica che, abbandonato il suo slancio di appropriazione di altri codici linguistici, si farà introspettiva, rientrando nei suoi propri ambiti e confini formali.

prof. Meloni


C’è stato un tempo in cui Sonia Terk era solo la moglie di Robert Delaunay e la fama di Frida Kahlo non superava i confini del Messico. In quei lunghi decenni di oblio, pittrici e scultrici che avevano svolto un ruolo primario nel grande rinnovamento artistico della prima metà del Novecento si trovavano relegate ai margini della “vera” storia dell’arte, talvolta considerate come artigiane ma certo non come artiste. Solo poche personalità erano state risparmiate da quella rimozione dovuta a disattenzione o al pregiudizio dei critici, all’autocensura delle stesse artiste, alle persecuzioni razziali, alle devastazioni delle guerre mondiali. La mostra intitolata L'altra metà dell'avanguardia – aperta a Palazzo Reale di Milano, al Palazzo delle Esposizioni a Roma e alla Kulturhuset di Stoccolma – nel 1980 ha significativamente cambiato la considerazione dell'arte al femminile. Curata da Lea Vergine, portò alla luce con rigore scientifico l’attività di oltre cento protagoniste europee, russe, americane che avevano contribuito in prima linea al rinnovamento tecnico e formale dei linguaggi artistici negli anni delle Avanguardie storiche. Fu una scoperta che fissò un canone valido a livello internazionale e impose all’attenzione di critica e pubblico opere e talenti che da allora hanno attratto un interesse costante e perfino crescente. Il corso espone la straordinaria proposta artistica che si sviluppa in Europa e nelle Americhe dal Postimpressionismo alla fine delle Avanguardie artistiche, nell’arco di un periodo storico che corre tra la fine del XIX e l’insorgere del secondo conflitto mondiale. A partire da Auguste Rodin e Camille Claudel, in ogni movimento, corrente, gruppo artistico sarà preso in considerazione l’importante apporto della creatività femminile, con focus specifici su profili di artiste donne, col loro contributo fondamentale alla ricerca e alla ricchezza espressiva dell’umanità. Il corso sarà introdotto da alcune lezioni di carattere critico-metodologico di introduzione all’arte contemporanea.

prof. Bindi

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