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Ilario Caliendo - Comfort Zone

Fino al 21 febbraio presso Tekè Gallery
Ilario Caliendo - Comfort Zone

Pubblicato il 09 Febbraio 2019 da redazione

Comfort Zone è la prima personale di Ilario Caliendo (1986), ex studente dell'Accademia dove ha frequentato la Scuola di Nuove Tecnologie dell'Arte. Inaugurata il 7 febbraio, la mostra è visitabile presso Teké Gallery fino al 21 febbraio 2019, e raccoglie gli ultimi due progetti dell’artista: Not Found e alcuni lavori del ciclo Manuale per l’Uomo Rispettoso.

Il tema dell'installazione Not Found è quello dei bambini scomparsi. Solo in Italia, ogni anno scompaiono un bambino ogni due giorni e di questi ne vengono ritrovati meno di un terzo. Secondo i dati di Telefono Azzurro, “nel 2017 sono state 177 le segnalazioni di scomparsa giunte al numero europeo dedicato, il 116000, e di questi solo 30 sono stati ritrovati. Dunque ben 147 minori potrebbero essere stati risucchiati in circuiti di sfruttamento sessuale e di lavoro minorile o addirittura uccisi.” Il progetto parte, prima della mostra, con un intervento urbano consistente nella diffusione, nella città di Carrara, di una serie di volantini dedicati a Benedetta, scomparsa nel 2011 e mai più ritrovata. L'installazione in galleria ricrea, con giochi donati da altri bambini, la stanza di una bimba, che ospita - tra lavagna, banchetto, giochi, pennarelli, decorazioni murali - un video-collage dell'artista sul tema della scomparsa.

Manuale per l’uomo rispettoso consiste invece di una serie di lavori - chiamati dall’artista “esercizi” - ognuno dei quali diventa paragrafo di un manuale d’uso e legato al culto e alla riverenza delle pratiche mafiose in territorio napoletano, come l'inchino e la “stesa”.

I lavori di Caliendo partono da un’attenta analisi dei dati e delle informazioni ormai facilmente reperibili ma poco visibili nei media mainstream. Da questo processo di raccolta e di analisi, Caliendo deriva installazioni e interventi che immergono lo spettatore in problemi e situazioni reali e presenti, ma sottovalutate e ignorate. Sono lavori che combattono l'indifferenza e stimolano la voglia di conoscere la verità che raccontano. Il titolo della mostra gioca in maniera ironica con questo sentimento di inquietudine che Caliendo riesce a trasmettere allo spettatore anche
utilizzando oggetti o situazioni quotidiane che nel vivere di tutti i giorni non risultano disturbanti, come la stanza di un bambino o i panni stesi ad asciugare.