Marco Ciampolini

Marco Ciampolini nasce a Siena nel 1959. Suo nonno paterno è l’ultimo rappresentante della grande tradizione dell’intaglio ligneo senese. Iscritto nella locale Facoltà di Lettere, si forma nella tradizione longhiana, che basa il proprio lavoro sul riconoscimento stilistico, e fa della ricerca sul campo il suo settore d’indagine.

Negli anni Ottanta del Novecento, assieme a Fabio Bisogni, suo relatore di tesi, riorganizza il Museo Civico di Siena, aprendo nuove sale e arredandole con quadri, di importanti autori del Cinquecento e del Seicento, tolti dagli uffici comunali. Redige una Guida del Museo (1985) e inizia a interessarsi all’arte barocca della sua città, i cui studi erano stati abbandonati da oltre un secolo.

L’occasione della mostra Bernardino Mei e la pittura barocca a Siena (1987), realizzata ancora con Bisogni, gli dà l’opportunità di studiare la collezione Chigi Saracini, la più importante raccolta di pittura senese del Seicento. Le ricerche portano alla riscoperta di numerosi artisti, alcuni dei quali mai discussi dalla critica, ma stimatissimi al loro tempo, tanto da lavorare al fianco di Bernini, Borromini e Pietro da Cortona.

Negli anni successivi il lavoro sull’arte barocca prosegue attraverso la meticolosa e sistematica comparazione di dipinti e disegni. Nel 1989 i risultati della ricerca vengono mostrati in un articolo di presentazione: Introduzione al disegno senese del Seicento.

Alla fine del Novecento l’incontro e l’amicizia con Mauro Berrettini e Pietro Cascella, portano lo studioso a interessarsi all’arredo urbano contemporaneo e a curare (1997) nella Triennale di Milano, la mostra L’Arte nella città. Il sedile in pietra, illustrante modelli di panchine, appositamente realizzati da famosi scultori italiani e stranieri. La mostra era intesa a ‘reclamare’ il ruolo storico degli artisti nella costruzione della città. Si occupa poi, assieme a Maria Assunta Ceppari Ridolfi e Patrizia Turrini, dell’Immagine del Palio di Siena, curando la prima completa rassegna (2001) sulle rappresentazioni figurative delle Contrade e della loro festa.

Continua il suo filone principale di studi sul Seicento e nel 2002 realizza ad Athens (GA) la prima grande esposizione di disegni senesi rinascimentali e barocchi negli Stati Uniti, vincendo la 19° edizione del LoPresti Award, nella categoria dei cataloghi d’arte.

L’ingente mole di materiale sul Seicento recuperato lo porta a organizzarlo in un grande repertorio sui Pittori Senesi del Seicento, che esce, in tre volumi, nel 2010. Questo lavoro registra cronologicamente, per ogni artista, le notizie sulla vita e la professione e ne redige il catalogo delle opere con i disegni preparatori. Il suo impegno militante di storico dell’arte si esplica, a partire da quell’anno, nella veste di membro del comitato di redazione della rivista “Valori Tattili”.

Dal 2005 insegna stabilmente all’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove nel 1999 aveva iniziato la sua carriera d’insegnante in un istituto di Alta Formazione Artistica e Musicale. Questa nuova esperienza lo porta a studiare la storia dell’Accademia. Partecipa così a due mostre, la prima sul patrimonio (2015), la seconda sull’insegnamento del Nudo (2016). Contemporaneamente cura un ciclo di mostre su disegni d’insegnanti e allievi, nella biblioteca dell’Accademia. Infine, per l’Istituzione di appartenenza, realizza (2018) la parte didattica dell’esposizione Carrara 1800-1850 Maestri e Studenti in Viaggio verso Roma, al Museo CARMI di Villa Fabbricotti. Un’esposizione dedicata ai saggi degli alunni vincitori del pensionato a Roma, che dà avvio al suo rapporto con il Museo, di cui quest'anno è stato nominato Direttore.