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Giorgia Razzetta: Passaggio

Dal 24 ottobre alla Galleria Duomo di Carrara
Giorgia Razzetta: Passaggio

Pubblicato il 17 October 2019 da redazione

Il 24 ottobre, alle ore 18.00, inaugura alla Galleria Duomo di Carrara la personale di Giorgia Razzetta, nostra ex studente di Scultura. La mostra è accompagnata dal testo critico della prof. Laura Barreca, che qui pubblichiamo come invito a visitare la mostra...

Le opere di Giorgia Razzetta sono il risultato di una ricerca artistica vissuta come un viaggio di conoscenza attorno al proprio corpo, e attraverso linguaggi artistici differenti. Dalla scultura, disciplina acquisita durante gli anni di formazione accademica a Carrara, l’artista in seguito si è avvicinata ad altri linguaggi come quello della fotografia e della stampa diretta su carta, sperimentati durante i frequenti periodi trascorsi in Oriente, occasioni di crescita e di maturazione artistica, fonti d’ispirazione per una evoluzione originale dello stile, durante i quali ha avuto modo di provare nuovi procedimenti creativi. Giorgia Razzetta utilizza infatti con estrema libertà la scultura, la fotografia, il disegno, l’installazione come mezzi per creare forme femminili pure, sensuali, eppure avvolte da un’aura di spiritualità. La ricerca artistica, nel tempo, ha assunto modalità e sensibilità visive differenti, per le quali di volta in volta l’artista ha applicato un processo di compressione delle forme, e seguendo l’adagio ben noto agli scultori che “la scultura si fa per via di levare” e non “per via di porre”, sintetizzandole fino ad ottenere forme dai lineamenti arcaici (Traccia I e Traccia II, 2016). Una sottrazione anche concettuale, poiché nelle vicende personali legate alla formazione accademica e post-accademica, che l’hanno avvicinata alla cultura orientale, e ad un altro sistema di valori esistenziali, si può certamente rintracciare l’origine di tale orientamento plastico: l’attenzione al gesto, l’azione reale impressa come traccia di un tempo storico preciso. Nel tentativo di catturare l’attimo nella materia, l’artista naturalmente si è avvicinata al processo fotografico, ottenuto tramite la registrazione permanente di una interazione tra materia e luce su una superficie, proprio come accade nella scultura, nell’eterna ricerca della rappresentazione dell’hic et nunc. Tale sentimento si percepisce chiaramente nell’opera su tela Mutazione (2019), una superficie bianca su cui sono impresse le tracce di un corpo che si libera degli indumenti, evidente metafora di una condizione di emancipazione dalle convenzioni sociali, una lotta con se stessa/i che conduce infine ad uno stato di quiete. Sul marmo e sulla carta l’artista riproduce parti del proprio corpo, in una sorta di atto performativo trasferito sulla superficie, come se la prossimità fisica con la materia potesse testimoniarne l’essenza più intima e impenetrabile dell’essere umano. Il tema della condizione femminile rappresentata nella serie Reperto A, Reperto B, Reperto C – tracce di donna libera (2018) mostra le impronte di un corpo, attribuendo un profondo valore reliquiario, trascendentale e plastico allo stesso tempo. A questo l’artista affida la testimonianza delle sue osservazioni sulla realtà, ancora una volta utilizzando il proprio corpo come mezzo di passaggio, strumento di misurazione del mondo.

Laura Barreca