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Giorgio BACCI: Confini. Viaggi nell'arte contemporanea

Lunedì 13 giugno alle ore 11.00 per "I racconti dell'arte"
Giorgio BACCI: Confini. Viaggi nell'arte contemporanea

Pubblicato il 09 June 2022 da redazione

Si terrà lunedì 13 giugno 2022 alle ore 11.00, per il ciclo 2021 - 2022 dei Racconti dell'arte, la conferenza di presentazione del libro “Confini. Viaggi nell'arte contemporanea” (Postmedia Books, 2022), di Giorgio BACCI. L'incontro, moderato da Nadia Marchioni, avrà luogo nell'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti di Carrara e online su Google Meet, aperto agli studenti e al pubblico. Indirizzo per il collegamento: meet.google.com/xpq-ghiz-pws.

Il libro propone una serie di viaggi nell'arte contemporanea analizzando artisti diversi e lontani nello spazio gli uni dagli altri, ma accomunati spesso da vicende biografiche e snodi tematici. Le opere sono studiate a partire dalla loro collocazione storico-artistica, da un lato in grado di rapportarsi creativamente con l'arte degli anni Sessanta e Settanta, e dall'altro capaci di aprirsi all'inclusione di dialoghi interdisciplinari, senza mai rinunciare alla specificità del mezzo. Viaggi, e non viaggio, perché si è ritenuto che l'opzione migliore fosse quella di procedere per medaglioni tematici, dettati dalla natura stessa delle ricerche in atto. La struttura del libro rispecchia l'orientamento contenutistico, con un'ambizione metodologica che risiede nella volontà di lasciar emergere il ruolo dello storico dell'arte dalla descrizione stessa dei casi, il cui elenco non è un semplice esercizio di successione paratattica, ma riflessione su giunture stilistiche e nessi iconografici. L'appunto metodologico iniziale servirà dunque proprio a mettere a fuoco il problema in termini generali, tenendo ferma la rivendicazione di una lettura dell'arte attuale che punti a unire critica, storia e confronto in termini visivi con l'opera. Insieme ai migranti e agli artisti, il lettore attraverserà muri (Fiamma Montezemolo, Rula Halawani), paesaggi inospitali (i borderscapes di Richard Misrach e Guillermo Galindo), soglie ingannevoli di un altrove negato (Mimmo Paladino, Giovanni de Gara, Shinpei Takeda), linee di confine problematiche (Shilpa Gupta, Reena Saini Kallat); entrerà in case tessute di fragili memorie (Mona Hatoum, Do Ho Suh, Petrit Halilaj); scoprirà la difficoltà di rapportarsi a identità in transito (Adrian Paci, Sislej Xhafa), di ricordare lingue passate e impararne di nuove (Ilaria Turba, Parastou Forouhar, Alessandra Brown), per giungere infine a un approdo, in realtà punto di nuove partenze future. Copertina di Bianco-Valente per l'edizione italiana e di Ilaria Turba per l'edizione inglese.

Insieme ai migranti e agli artisti, il lettore attraverserà muri (Fiamma Montezemolo, Rula Halawani); paesaggi inospitali (i borderscapes di Richard Misrach e Guillermo Galindo), soglie ingannevoli di un altrove negato (Mimmo Paladino, Giovanni de Gara, Shinpei Takeda), linee di confine problematiche (Shilpa Gupta, Reena Saini Kallat); entrerà in case tessute di fragili memorie (Mona Hatoum, Do Ho Suh, Petrit Halilaj); scoprirà la difficoltà di rapportarsi a identità in transito (Adrian Paci, Sislej Xhafa), di ricordare lingue passate e impararne di nuove (Ilaria Turba, Parastou Forouhar, Alessandra Brown); per giungere infine a un approdo, in realtà punto di nuove partenze future. Prima di salpare, è opportuno ricordare che il plurale, 'viaggi', indica soltanto una tra le possibilità per lo storico dell'arte contemporaneo, non l'unica; e progressivamente, nel corso del testo, la gravitazione della scrittura si sposterà sempre più sulle opere, lasciando in secondo piano interrogativi su ruoli e compiti. Ma anche questa è una scelta, ovviamente: sono i lavori degli artisti che indicano le priorità, permettendo di adottare un'inquadratura che necessariamente affianca sguardo 'frontale' e sguardo 'dall'interno'. Leggere il libro darà a tratti la sensazione di attraversare le sale di una mostra, dove le scelte sono esemplificative di una riflessione critica che contempla luoghi e spazi (reali e metaforici) diversi…

Giorgio Bacci (Livorno, 1980) insegna Storia dell'arte contemporanea presso il Dipartimento SAGAS dell'Università degli Studi di Firenze. Si è laureato e specializzato all'Università degli Studi di Pisa e ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Scuola Normale Superiore, dove è stato anche assegnista di ricerca e ricercatore a tempo determinato, in quanto coordinatore nazionale del progetto Capti (www.capti.it). Oltre a saggi e articoli, ha scritto Le illustrazioni in Italia tra Otto e Novecento (2009) e curato le mostre (e i relativi cataloghi) dedicate alle illustrazioni della casa editrice Salani (2012 e 2013), al rapporto tra Mimmo Paladino e la letteratura (2015 e 2016), a Roberto Innocenti (2016), Silvano Campeggi (2017), Lorenzo Mattotti (2018), Umberto Brunelleschi, Gipi (2019), Tom Phillips, Mario Madiai (2021), alle illustrazioni dantesche tra 1983 e 2021 (mostra itinerante destinata agli Istituti Italiani di Cultura all'Estero promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale). Attualmente le sue principali aree di interesse riguardano il rapporto tra arte e letteratura, le tematiche dell'emigrazione e dello 'sguardo dell'altro' nell'arte contemporanea.