pippo array(0) { }
Top

Cerchi qualcosa di specifico? fai una ricerca nel sito usando il box ricerca qua sotto

Enrico Galassi: l’artista fuorilegge

Venerdì 5 aprile l'incontro con il prof. Alberto Giorgio Cassani
Enrico Galassi: l’artista fuorilegge

Pubblicato il 02 Aprile 2019 da redazione

Nell’ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario della fondazione dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, e come parte del ciclo “I racconti dell'arte”, si terrà venerdì 5 aprile 2019 alle ore 15.00 nella Sala campionario marmi la conferenza del prof. Alberto Giorgio Cassani dal titolo Enrico Galassi: l’artista fuorilegge. La conferenza, aperta al pubblico, sarà introdotta dal prof. Enzo Tinarelli.
Oltre ad approfondire gli aspetti singolari della figura e delle opere dell’artista, la conferenza si soffermerà in particolare sull’importanza che la Versilia (e in particolare l'Isola del Giglio) ebbe nell’ultima parte della vita di Galassi.

Enrico Galassi (Ravenna 1907 / Pisa 1980) è stato un pittore, mosaicista, ceramista, architetto dilettante, inventore e poeta. È stato considerato da Alberto Savinio, suo fraterno amico, «uno degli adulti più geniali che avesse conosciuto», nonché «pittore fra i più intelligentemente moderni, architetto genialissimo che crea la casa dell’uomo dalle sue necessità interne, costruttore di macchine, inventore, uomo leonardesco». Galassi frequenta l’Accademia di Belle Arti della sua città, in particolare segue i corsi della Scuola del Mosaico, istituita proprio in quegli anni, nel 1924. Interessato fin da giovane a diverse tecniche artistiche, studia la ceramica a Faenza e nello studio di Luigi Varoli a Cotignola. Si dedica anche alla pittura, all’architettura (realizzerà cinque case in Versilia, in località Poveromo, tra cui quella dell’amico Savinio), alla poesia e viene in contatto con i maggiori artisti della sua epoca come Filippo de Pisis, Carlo Carrà, Lorenzo Viani e Gio Ponti. Negli anni ’40, a distanza di un ventennio dagli studi alla Scuola del Mosaico ravennate, Galassi intuisce le potenzialità di un mosaico che si rinnovi sulla base dell’arte del suo tempo, un mosaico, dunque, «concepito non come decoro architettonico ma come opera artistica indipendente» (Rosanna Ruscio, voce Galassi, Enrico nel Dizionario Biografico Treccani). Il frutto di due anni di ricerche confluisce in una mostra di ventidue mosaici alla Galleria Ferruccio Asta di Milano, nel maggio 1942. Come intuisce sempre Savinio, che scriverà il testo di presentazione della mostra, nei suoi mosaici Galassi rifà, ogni volta, da vero demiurgo, il mondo. La sua impresa più significativa e ambiziosa lo Studio di Villa Giulia a Roma, in un’ala di Villa Poniatowski, un laboratorio di arti applicate dove riunisce artisti affermati (De Chirico, Carrà, Savinio, Consagra, Leoncillo) e abili artigiani, che traducono in mosaico, ceramica e in pietre dure i cartoni dei primi. Nel dopoguerra Galassi vive e lavora a Roma soggiornando, per qualche anno, anche in Sicilia, dove viene chiamato da don Luigi Sturzo a dirigere e rilanciare la Scuola di Ceramica di Caltagirone. Dimenticato come pittore, soltanto nel 1970 la sua città natale lo ricorderà con una mostra alla galleria Mariani. Il nome di Galassi attende ancora il posto che gli compete nella storia del Novecento artistico italiano.

Alberto Giorgio Cassani (Bergamo, 1960), laureato con lode alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano nel 1986 con una tesi dal titolo Il ponte. Simbolo e immagine architettonica, relatori Massimo Cacciari (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) e Augusto Rossari (Politecnico di Milano), è dottore di ricerca in Conservazione dei beni architettonici nel 1993 al Politecnico di Milano.
Dal 1994 al 1996 vincitore di una borsa post-dottorato al Politecnico di Milano. Dal 1999 al 2000 vincitore di un assegno di ricerca al Politecnico di Milano. Dal 1996 al 2002 docente a contratto di Teorie e storia del restauro alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.
Dal 2001 docente di prima fascia di ruolo di Elementi di architettura e urbanistica all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino e attualmente all’Accademia di Belle Arti di Venezia (dove insegna anche Storia dell’architettura contemporanea); dal 1995 docente a contratto di Elementi di architettura e urbanistica all’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Ha conseguito l’abilitazione come professore universitario di II fascia nel settore Restauro e Storia dell’architettura nella prima tornata dell’Abilitazione Scientifica Nazionale. Dal 2003 è membro della Fondazione “Ravenna Capitale” e presidente per il triennio 2008-2010. Nel 2016 è vincitore del Premio Guidarello per il Giornalismo d’Autore sezione “Romagna-Cultura”. Ha partecipato a numerosi convegni internazionali sull’Alberti, della cui figura è studioso da anni. Si occupa da tempo della ricostruzione della vita artistica di Enrico Galassi. Fra le sue principali pubblicazioni: Le Barcellone perdute di Pepe Carvalho, Milano, Unicopli, 2000, La fatica del costruire. Tempo e materia nel pensiero di Leon Battista Alberti, Milano, Unicopli, 2000, (con postfazione di Massimo Cacciari); Figure del ponte. Simbolo e architettura, Bologna, Pendragon, 2014; L’occhio alato. Migrazioni di un simbolo, con uno scritto di Massimo Cacciari; Tomaso Buzzi 1900-1981. Il principe degli architetti, Milano, Electa, 2008; Leon Battista Alberti, La favola di Philodoxus (Philodoxeos fabula), testo latino a fronte, prefazione di Carlo Angelino, Rapallo, il ramo, 2013; Guido Cirilli. Architetto dell’Accademia (con Guido Zucconi), Padova, Il Poligrafo, 2014; Giacomo Quarenghi e l’Accademia di Belle Arti di Venezia, catalogo della mostra (Venezia, Magazzino del Sale n. 3), con la collaborazione di Angela Munari ed Evelina Piera Zanon, Milano, Silvana Editoriale, 2018.