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Estetica e consapevolezza delle immagini digitali

Intervista a Matias E. Reyes, Giacomo Ghiri, Lorenzo Fiduccia e Kevin Piccioli
Estetica e consapevolezza delle immagini digitali

Pubblicato il 21 Aprile 2018 da mariachiara

Si è conclusa lo scorso mercoledì l’esposizione virtuale dei lavori di quattro studenti del Biennio di NET ART seguiti dal prof. Domenico Quaranta con il progetto “Imaginaction”, nell’ambito dell’evento Unleashing screensaver promosso dalla Columbia University e visibile in streaming fino al 30 Maggio.  

Come tenere alta l’attenzione in un’epoca di massa dominata dal sovraccarico di informazioni e produzione di immagini? Come distinguere i lavori artistici dai prodotti amatoriali? La differenza risiede nell’acquisizione di una “consapevolezza dell’immagine” che i quattro studenti hanno ben rappresentato nei singoli elaborati. 

Abbiamo intervistato Matias E. ReyesGiacomo GhiriLorenzo Fiduccia e Kevin Piccioli per parlare dei loro progetti, delle fonti d’ispirazione, di come hanno vissuto questa esperienza e come hanno affrontato l’educazione estetica tema dell’Unleashing screensaver di quest’anno. 

Buona lettura!
 

Kevin Piccioli con “Unrecognizable icon” affronta la nostra dipendenza dagli standard di bellezza e la mancanza di riconoscibilità dell'arte contemporanea“Le persone continuano a identificare  l'arte nelle sue icone più famose, perlopiù appartenenti all’arte classica e rinascimentale. Nessuno avrà problemi a definire arte la Cappella Sistina mentre è comune trovare una certa resistenza parlando di Mondrian o Kandiskij”. Mediante la manipolazione 3D di diversi modelli dell’Apollo del Belvedere, simbolo di bellezza ed estetica, Kevin crea una massa informe in movimento: “da icona di bellezza a elemento di disagio estetico”. Un’opera provocatoria quindi ed è proprio con una provocazione forte che ci lascia: “è ruolo dell'artista di portare "bellezza"? Esiste la bellezza oggettiva?” 


In “The Act of Association” Matias E. Reyes accosta in maniera automatica una serie di immagini prese da un sito di hosting, senza malizia ma con tanto divertimento“con la digitalizzazione il feticcio balla tra l’oggettuale e l’astratto”. Cosa rende unico questo lavoro? “Il focus, banalmente, va verso chi fruisce. La discrimine è un po' nel modo in cui si guarda”. Il progetto va avanti dallo scorso Settembre di rimbalzo da Athletic Aesthetics di Brad Troemel e mira ad una “fruizione alternativa” del prodotto visivo digitale. “L’ho tirato su compensando qualità con quantità. Anche se, teoricamente, non credo nella gerarchia qualitativa”Per chi fosse interessato le immagini finiscono giornalmente su http://theactofassociation.tumblr.com. 


Con “Samedifferent” Giacomo Ghiri propone una serie di foto in movimento della cattedrale di Rouen scattate dai turisti e postate su Instagram da una particolare angolazione: quella della celebre serie di dipinti di Claude Monet. “Il mio lavoro è mirato a far acquisire consapevolezza del linguaggio dell'immagine digitale e sottolineare il potere e l'influenza di essa su di noi” ci dice Giacomo, “cerco nei miei lavori di avere uno sguardo genuino e ingenuo verso le cose e allo stesso tempo la consapevolezza del mezzo che sto utilizzando”. E’ la passione che muove l’operato di Giacomo: “sento che ogni mio lavoro è un tassello che porta a qualcos'altro e che ha un continuo che non conosco”. 


“Bob and Alice have removed your image” di Lorenzo Fiduccia è una raccolta di brani musicali realizzati dalla conversione di immagini, segnalate e censurate sui social media, in un segnale SSTVQuello che mi interessa dell'educazione estetica è il materiale che viene visto come inappropriato o offensivo. Oggi chi giudica questo materiale è spesso un'intelligenza artificiale: ciò che vorrei analizzare sono i risvolti a lungo termine di questo tipo di analisi” e prosegue “credo che il mio lavoro, recuperando il materiale censurato, cerchi di alimentare in maniera critica il ciclo del riuso e del remix, favorendo la differenziazione del materiale visivo”. Un lavoro che, prendendo spunto dalla Net Art, nasconde qualcosa in formato audio e che Lorenzo spera possa avere un futuro: “penso di voler continuare ad analizzare il rapporto tra contenitore e contenuto di file”.

 

Ringraziamo gli studenti per la disponibilità e cogliamo l’occasione per ricordarvi l’appuntamento con altri due lavori in programma per i prossimi giorni:

  • 6 maggio 2018 "The Way Trains Go" di Diana Kudryavtseva, a cura di Clemente Pestelli
  • 29 maggio 2018 > progetto del corso di Tecniche di Modellazione Digitale Computer 3D a cura di Michela De Carlo