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Celebrazione dei 250 anni dalla Fondazione

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Il Gianni Schicchi di Giacomo Puccini

Per la messa in scena dell'opera, Open Call per gli studenti di tutte le Scuole dell'Accademia!
Il Gianni Schicchi di Giacomo Puccini

Pubblicato il 25 Febbraio 2019 da redazione

In occasione dei 250 anni dalla fondazione dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, la cattedra di Decorazione, Prof. Antonia Ciampi, invita gli studenti di tutte le scuole a partecipare al progetto ideato da Daniele Piscopo per la realizzazione e la messa in scena, all'interno dell'Accademia, dell'opera Gianni Schicchi di Giacomo Puccini. Per l'occasione, il regista Marco Gandini terrà una serie di incontri formativi a tutti gli studenti che aderiranno al progetto. Questo il calendario delle attività:

25 febbraio - Studio della drammaturgia dell'opera
4 marzo - Individuazione del concept generale dell'allestimento
11 marzo - Analisi della documentazione iconografica di riferimento
1 aprile - Visone e discussione sui progetti
29 aprile - Visione della bozza di realizzazione
20 maggio - inizio dell'allestimento
7 - 8 - 9 giugno: recite

Il progetto è promosso da Accademia di Belle Arti di Carrara, Circolo Carrarese Amici della Lirica A. Mercuriali e Associazione Culturale StormArt. Per informazioni: associazionestormart@gmail.com

Il progetto

Per le celebrazioni dei 250 anni dalla fondazione dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, l'associazione Culturale StormArt di Daniele Piscopo in collaborazione con gli Amici della Lirica A. Mercuriali di Carrara, propongono la realizzazione dell'opera Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, in sinergia con l'Accademia di Belle Arti, avendo come unico scopo quello di creare qualcosa di unico, quella bellezza che solo l'opera lirica, patrimonio culturale della tradizione italiana, riesce a trasmettere.
Coinvolgere le scuole d'arte nella realizzazione di un'opera è un'operazione di grande valore artistico, creativo ma soprattutto inserisce i giovani studenti in un ambiente lavorativo dove la richiesta di Scenografi, Light Design e Decoratori è molto alta.
Si propone la messa in scena dell'opera Gianni Schicchi per il legame con il territorio toscano, la grande modernità degli argomenti trattati, la facilità realizzativa, la breve durata (con possibilità di replicarla più volte), adatta ad una compagnia di giovani cantanti, scena adattabile a qualsiasi spazio.
Il progetto prevede il coinvolgimento di personalità di alto profilo artistico come il regista Marco Gandini che seguirà il progetto, in primis nella realizzazione delle scene e costumi, guidando i ragazzi dell'Accademia nella progettazione dello spazio scenico e in secondo luogo come docente del master dedicato a giovani cantanti in preparazione alla messa in scena dell'opera, che verrà affiancato dal baritono Sergio Bologna per quanto riguarda gli aspetti di tecnica vocale.

Gianni Schicchi

Gianni Schicchi è un'opera comica in un atto di Giacomo Puccini, su libretto di Giovacchino Forzano basato su un episodio del Canto XXX dell'Inferno di Dante. La prima assoluta ha avuto luogo il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York. Nell'opera Gianni Schicchi, famoso nella Firenze del Duecento per il suo spirito acuto e perspicace, viene chiamato in gran fretta dai parenti di Buoso Donati, un ricco mercante appena spirato, perché escogiti un mezzo ingegnoso per salvarli da un'incresciosa situazione: il loro congiunto ha infatti lasciato in eredità i propri beni al vicino convento di frati, senza disporre nulla in favore dei suoi parenti.
Inizialmente Schicchi rifiuta di aiutarli a causa dell'atteggiamento sprezzante che la famiglia Donati, dell'aristocrazia fiorentina, mostra verso di lui, uomo della «gente nova». Ma le preghiere della figlia Lauretta (romanza «O mio babbino caro»), innamorata di Rinuccio, il giovane nipote di Buoso Donati, lo spingono a tornare sui suoi passi e a escogitare un piano, che si tramuterà successivamente in beffa. Dato che nessuno è ancora a conoscenza della dipartita, ordina che il cadavere di Buoso venga trasportato nella stanza attigua in modo da potersi lui stesso infilare sotto le coltri, e dal letto del defunto, contraffacendone la voce, dettare al notaio le ultime volontà.
Così infatti avviene, non senza che Schicchi abbia preventivamente assicurato i parenti circa l'intenzione di rispettare i desideri di ciascuno, tenendo comunque a ricordare il rigore della legge, che condanna all'esilio e al taglio della mano non solo chi si sostituisce ad altri in testamenti e lasciti, ma anche i suoi complici («Addio Firenze, addio cielo divino»).
Schicchi declina dinanzi al notaio le ultime volontà e quando dichiara di lasciare i beni più preziosi – la «migliore mula di Toscana», l'ambita casa di Firenze e i mulini di Signa – al suo «caro, devoto, affezionato amico Gianni Schicchi», i parenti esplodono in urla furibonde. Ma il finto Buoso li mette a tacere canterellando il motivo dell'esilio e infine li caccia dalla casa, divenuta di sua esclusiva proprietà.
Fuori, sul balcone, Lauretta e Rinuccio si abbracciano teneramente; mentre Gianni Schicchi sorridendo contempla la loro felicità, compiaciuto della propria astuzia.

Marco Gandini, regista

Marco Gandini nasce a Vicenza nel 1966 e collabora con Graham Vick e Franco Zeffirelli come associate director per numerosi anni. Ha lavorato con tantissimi registi di opera lirica (Montaldo, De Ana, Pizzi, Crivelli, Nuria Espert, Lofti Mansouri, Bolognini). Ha esperienza nel cinema in qualità di aiuto regista in film internazionali, e come attore. Nel campo audiovisivo ha utilizzato il video in proprio spettacoli (Firenze, Tokyo, Mosca) e ha coordinato le riprese e il montaggio di video documentary e trailers di opere liriche.
Nel 1997 debutta come regista con un nuovo allestimento di Gianni Schicchi al Filarmonico di Verona. Al debutto seguiranno innumerevoli produzioni che lo porteranno a lavorare nei teatri dell'opera di tutto il mondo, e a collaborare con direttori d'orchestra come Riccardo Muti, James Conlon, Myung-whun Chung e molti altri. Marco Gandini è docente di Tecnica dell’Espressione presso l’Accademia di Perfezionamento per Cantanti Lirici del Teatro alla Scala dal 2000 e l’Università di Musica Showa di Tokyo dal 2007. E’ docente per l’opera studio di Ticino Musica dal 2015 presso il Conservatorio Della Svizzera Italiana di Lugano. Collabora con El Sistema de Orchestras Nacionales de Venezuela nel progetto internazionale di formazione professionale di cantanti lirici, coro, registi, scenografi e costumisti, e con l'Accademia di Belle Arti di Brera, Fondazione Museo Tebaldi, Fondazione Zeffirelli, Fondazione Obraztsova e Fondazione Pavarotti. Maggiori informazioni: www.marcogandini.eu

Daniele Piscopo, aiuto regista

Nato a Varese nel 1986, frequenta l'Accademia presso la Fondazione Festival Puccini di Torre del Lago e il Centre de Perfecionament Placido Domingo del Palau de les Art di Valencia. Baritono e regista, ha partecipato a innumerevoli produzioni in Italia e all'estero, e vinto prestigiosi concorsi lirici internazionali
Dopo la Laurea in Storia dell'arte presso l'Università Statale di Milano, la Laurea specialistica in Decorazione presso l'accademia di Belle Arti di Carrara, frequenta attualmente il Master in Regia Lirica presso la Verona Opera Accademy. Nel 2018 è assistente alla regia nella produzione di Italiana in Algeri presso il Lac di Lugano per la regia di Marco Gandini  e  nel Rinaldo di Handel per la regia di Jacopo Spirei  nei teatri di Cremona, Como, Brescia. Maggiori informazioni: http://danielepiscopo.com

Sergio Bologna

Nato a Carrara, il baritono Sergio Bologna si diploma presso il Conservatorio “G. Puccini” di La Spezia. Nel 1996 vince i concorsi “Battistini” ed “Iris Adami Corradetti”, debuttando Figaro ne Il Barbiere di Siviglia. Al teatro Donizetti di Bergamo debutta in Lucia di Lammermoor (Enrico), Don Pasquale (Malatesta), Adelia, Il furioso all’Isola di Santo Domingo (Kaidamà), L’ira di Achille (Agamennone). Successivamente affronta anche il teatro pucciniano con Madama Butterfly, La Bohéme, Turandot e, nel 2006 Manon Lescaut a Tel Aviv. Al Teatro Sociale di Como debutta il suo primo ruolo verdiano ne Il Trovatore a cui seguiranno Rigoletto, La Traviata, Luisa Miller, Otello, Nabucco, Un ballo in maschera, Alzira, Simon Boccanegra, Aida, Attila, La forza del destino. A fianco di questi ruoli compaiono poi titoli del verismo come Cavalleria rusticana, Andrea Chenier, Adriana Lecouvreur e Pagliacci in cui alterna Tonio e Silvio al Teatro dell’Opera di Tel Aviv con la regia di F. Zeffirelli. Nel suo repertorio non manca Vincenzo Bellini (I Puritani) ed il teatro contemporaneo con Il gatto con gli stivali di M. Tutino in una produzione del Teatro dell’Opera di Roma. Gli anni recenti l'hanno visto interpretare i personaggi del suo repertorio nei teatri dell'opera di tutto il mondo. Maggiori informazioni: www.sergiobologna.com