Immundus, un percorso fuori dal mondo

Immundus, un percorso fuori dal mondo
  • redazione
  • Gio, 21/06/2018 - 10:55

Lo spettacolo teatrale Immundus, scritto da Carmina Melania Tramite (Mina) e diretto dalla prof.ssa Natalia Antonioli, in collaborazioni con le diverse scuole dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, ha messo in luce vari aspetti della vita negli istituti. A tratti drammaticamente tenero, a tratti disturbante, ha coinvolto tutta l’Accademia da entrambe le facce del palco.

Vantando la collaborazione del corso di Scenografia, guidato dalla prof.ssa Simonetta Baldini, e della scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte, che sotto la guida della prof.ssa Cristina Fumagalli ha organizzato le transizioni video, Immundus si può definire, in senso lato, un’opera multimediale.

L’autrice scrive la rappresentazione, che verrà rielaborata dal corso di regia teatrale, in occasione della tesi triennale, tracciando quello che si potrebbe definire un viaggio alla ricerca di Re Lear. Partendo da Shakespeare, infatti, Mina arriva fino a una casa di riposo vicino Napoli e lì, interagendo con diciassette personaggi, darà vita al suo lavoro, ispirato dal teatro shakespeariano, dal tragicomico assurdo di Samuel Beckett, da Tadeusz Kantor e dall’artista Louise Bourgeois.

Immundus è uno spettacolo che può risultare complesso da comprendere: è crudo e diretto, le scene sono slegate tra loro, la trama viene decontestualizzata dall’ambiente della casa di riposo e ricollocata in mille altre possibili situazioni. Il risultato è, tuttavia, un viaggio avvincente, espressione dell’estraneità dal mondo dei vari personaggi che abitano questa storia.

Lo spettacolo si trasforma in un’esperienza forte e coinvolgente che, in fondo, si chiede quanto possa essere utile e sensato essere relegati in un percorso fuori dal mondo, dentro l’immundus .

 

Clarissa Donzella

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