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Valorizzazione del Patrimonio tangibile e intangibile della Liguria

"Un museo vivente da interpretare"
Valorizzazione del Patrimonio tangibile e intangibile della Liguria

Pubblicato il 17 Febbraio 2018 da mariachiara

"I musei non sono giacimenti, i musei sono un servizio pubblico" sono queste le parole forti e decise con le quali Serena Bertolucci direttrice del Polo museale di Genova e dei Musei della Liguria, apre il primo incontro de "I Racconti dell'Arte", un ciclo di conferenze che si terranno periodicamente all'Accademia di Belle Arti di Carrara da Febbraio a Maggio 2018.

Durante la conferenza si è parlato di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e artistico della Liguria con particolare interesse per gli scavi di Luni e per il Palazzo Reale di Genova"Fra tutela e valorizzazione non ci deve essere una guerra" sono le parole della direttrice che con grande grinta ha saputo dimostrare che una giusta sinergia fra gli enti può portare a grandi frutti. "Noi puntiamo ad avere posti luminosi, musei con pareti permeabili" musei capaci quindi di accogliere la città, di essere non un deposito di opere ma un "luogo a disposizione della comunità".  

Impossibile non rimanere affascinati dal grande lavoro scientifico, virtuoso e propositivo della direttrice Bertolucci. Molte le critiche ai musei e alla gestione del patrimonio che la direttrice ha saputo sfruttare come punti di partenza per la costruzione di alleanze con enti e istituzioni racchiuse oggi sotto il nome di "Poli Museali". Innumerevoli gli interventi di recupero delle ricchezze artistiche, culturali e architetteniche con un unico grande scopo: "criticare e attribuire un valore al proprio patrimonio perchè solo in questo modo è possibile riconoscerlo come proprio e di conseguenza tutelarlo"

"I musei" prosegue la Bertolucci, "non devono più parlare degli oggetti, ma attraverso gli oggetti". Bisogna prendere coscienza che il sapere immateriale che si custodisce è molto maggiore di quello materiale. E' necessario quindi trovare un linguaggio con il quale raggiungere tutte le persone e per farlo bisogna dare un senso agli oggetti all'interno di un percorso. "Se un'opera non è capace di parlare da sola si presuppone che il constesto nel quale si trova la faccia comprendere".

Non è più il tempo dei "visitatori formica" ma di quelli "farfalla" liberi di esplorare gli spazi del museo."Lo scopo è far uscire il visitatore con più domande di quante ne avesse prima di entrare; solo così rimane la voglia di ritornare al museo". In un paese con la più alta densità di musei per numero di abitanti, le forze umane ed economiche non sempre sono sufficienti a garantire ciò che l'articolo 9 della Costituzione Italiana recita: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".

Consci di questa grande responsabilità non possiamo che accogliere con entusiasmo l'invito della direttrice Bertolucci ad una presa di coscenza del patrimonio artistico e culturale che da secoli ci appartiene e che abbiamo il dovere (e diritto) di custodire.

"I musei sono vivi e sono il present continuous del nostro territorio culturale, territorio del quale facciamo parte anche noi" conclude la Bertolucci che con un grande applauso chiude la conferenza.