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Celebrazione dei 250 anni dalla Fondazione

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L’Art Brut prima dell’Art Brut

Giovedì 16 maggio alle ore 15.00 l'intervento di Mirta Bottai e Gianluigi Mangiapane
L’Art Brut prima dell’Art Brut

Pubblicato il 15 Maggio 2019 da redazione

Giovedì 16 maggio alle ore 15.00, nell'Aula Marmi di Palazzo Cybo Malaspina, si svolgerà l'incontro con Mirta Bottai e Gianluigi Mangiapane, introdotto da Chiara Nenci. I relatori affronteranno il tema delle produzioni artistiche realizzate in manicomi o in carceri fra Ottocento e Novecento, molto prima che Jean Dubuffet coniasse la definizione di Art Brut negli anni ’40 del Novecento. La conferenza è parte dei Racconti dell'Arte, il ciclo di incontri e proiezioni con artisti, autori, curatori e personalità della cultura, che si fa particolarmente ricco e denso nel 2019 nell'ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario della fondazione dell’Accademia di Belle arti di Carrara. Qui il calendario completo.

Le prime raccolte di “art brut” furono principalmente oggetto di studio da parte del mondo medico e psichiatrico, che le battezzò “arte dei pazzi” o “arte paranoica”, mentre destarono l’attenzione dell’ambiente artistico in tempi più recenti. Particolare è l’esperienza torinese che, inserendosi nel clima culturale e scientifico del Positivismo italiano ed europeo, ha portato - grazie soprattutto all’attività scientifica di Cesare Lombroso - alla creazione di due fra le collezioni più cospicue e interessanti a livello internazionale che attualmente si trovano in due musei universitari della Città: il Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso” e il Museo di Antropologia ed Etnografia di Torino (MAET). Una prima parte dell’intervento illustrerà i recenti lavori di analisi, studio e catalogazione realizzati sulle opere del Museo Lombroso grazie a un’iniziativa dal titolo “Progetto Lombroso”, che ha visto collaborare l’Università di Torino con l’Accademia delle Belle Arti di Brera. La collezione del MAET, la sua consistenza, il contesto storico-scientifico di raccolta e la sua provenienza saranno al centro della seconda e ultima parte della presentazione.
Dimenticato per molto tempo, questo patrimonio dell’Ateneo torinese vive da una decina di anni una nuova fase di valorizzazione grazie a progetti come quello appena citato, che dal 2018 interessa entrambi i Musei, eventi espositivi e percorsi artistici mirati che verranno raccontati a conclusione dell’incontro.

Alla conferenza farà seguito la visita alle mostre L’Artista bambino (Fondazione Ragghianti) e Museo della Follia, attualmente in corso a Lucca, organizzata dai proff. Nenci e Sassetti per la giornata di venerdi 17 maggio.

Mirta Bottai, giovane diplomata dell’Accademia di Brera, ha collaborato al Progetto Lombroso, specializzandosi sui materiali artistici inediti conservati nell’Archivio, e prosegue le sue  ricerche sui manufatti dei “mattoidi” nella collezione Marro. Un primo contributo, estratto dalle tesi di diploma, è in corso di pubblicazione nel volume Brera incontra Lombroso (a cura di Chiara Nenci).

Gianluigi Mangiapane è PhD in Anthropologie bio-culturelle presso l’Université de la Méditerranée di Marsiglia. Nel 2009 è vincitore di una borsa di ricerca erogata dalla Fondazione Filippo Burzio per una rilettura critica della produzione scientifica del fondatore del Museo di Antropologia ed Etnografia di Torino (MAET), Giovanni Marro. Dal 2010 al 2016, in quanto assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini” dell’Università di Torino, ha realizzato progetti di studio e valorizzazione del patrimonio “nascosto” in beni culturali dell’Ateneo torinese. Dal 2016 è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino con un progetto su collezioni di Art Brut, Arte irregolari e Outsider Art. Su questo tema è autore di numerose pubblicazioni e ha co-curato nel 2013 il volume Arte dei Margini. Collezioni di Art Brut, creatività relazionale, educazione alla differenza, edito da Franco Angeli.